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, 10 febbraio 2017

Una narrazione che delegittima la civiltà occidentale rappresenta la narrazione della sua fine oppure il tentativo di superarla gettando le basi per una sua possibile evoluzione?

A narrative that delegitimizes Western civilization is the narrative of its end or the attempt to overcome it laying the groundwork for a possible evolution?

10'

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Questa lunga lista, potenzialmente infinita, mostra come sia invalso l’uso di anteporre il prefisso post– a molte parole che a pieno titolo riflettono il pensiero occidentale. Da un punto di vista lessicale i prefissi non hanno unità minima di significato, proveremo a capire se nell’uso dello stesso si sia definito un significato autonomo.

Solo di recente, dalla seconda metà del XX secolo, si è cominciato a utilizzare il prefisso post– come categoria linguistica, all’interno delle narrazioni di fenomeni contemporanei. In senso stretto, la storia, anche quella contemporanea, è una narrazione di fatti d’ordine politico, militare ed economico, la quale legittima uno stato di cose presente, un ordine. In che modo una narrazione di fatti passati può legittimare uno stato di cose presente? Innanzitutto, stabiliremo la precisa area geografico-culturale al cui interno avviene la narrazione presa in esame. Non a caso, nei programmi di storia, dopo alcuni superficiali passaggi su Assiri e Babilonesi, passando per i Fenici, si arriva subito alla storia della Grecia antica, «culla della Civiltà Occidentale». In secondo luogo, selezioneremo alcuni eventi che secondo una relazione di causa-effetto conducono inevitabilmente ad accettare l’attuale stato di cose come unico possibile. Per esempio, se volessimo parlare dell’assetto attuale dell’Europa, non servirebbe prendere in rassegna tutti i fatti occorsi in Europa tra il 1945 e i giorni nostri. La narrazione storica prenderà come appiglio solo quegli eventi che più di altri, grazie a uno stretto nesso di causalità, legittimano lo stato di cose presente: CECA, Accordi di Schengen, riunificazione tedesca, dissoluzione URSS, Trattato di Maastricht, Euro, mancata ratifica del Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa.

È fondamentale ricordare che quella così delineata è solo una delle infinite narrazioni possibili, ma solo questa ci permetterebbe di accettare come legittimo lo stato di cose attuale. Dobbiamo quindi problematizzare la definizione di «Storia Universale», con cui intendiamo la periodizzazione che mette in successione antichità, medioevo e modernità per concettualizzare la storia dell’umanità. Non è pensabile, infatti, racchiudere in un’unica narrazione i fatti occorsi per determinare lo stato di cose attuale senza legittimare la storia di una civiltà specifica.

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[1] Da Herder a Kant, passando per Hegel e Nietzsche, sebbene ciascuno abbia formulato una differente concezione della storia, il riferimento comune è quello rivolto alla civiltà occidentale, in particolare a quella europea continentale. A tal proposito, nel Tramonto dell’Occidente, Spengler afferma: «Quando Hegel dichiarò così ingenuamente che aveva intenzione di ignorare tutte quelle persone che non rientravano nel suo schema storico, stava semplicemente facendo un’onesta ammissione sulle premesse di metodo che ogni storico ritiene necessarie per il proprio obiettivo».[2]

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Persino la parola Europa è di difficile interpretazione. Da un punto di vista geografico l’Europa è un concetto secondario, «non è un continente definibile in termini soltanto geografici, ma è invece un concetto culturale e storico».[3] Non esiste una storia universale, esistono storie di civiltà diverse con culture e tradizioni non sovrapponibili.

All’interno di una narrazione di eventi passati, l’utilizzo di post– serve a fornire innanzitutto un riferimento temporale, indicando un tempo immediatamente successivo a quello a cui ci si riferisce con la parola a cui è anteposto. Fintanto che il prefisso è usato in questo modo non vi è difficoltà alcuna a rintracciarne la funzione, ossia quella meramente temporale. È più difficile identificare l’uso e la funzione del prefisso quando esso è premesso a termini che non si riferiscono a eventi circoscritti da un inizio e una fine, ma che piuttosto fanno riferimento a una teoria, un fenomeno o un insieme di regole. Se utilizziamo l’espressione postcapitalismo, non ci riferiamo pertanto a un preciso momento nella storia contemporanea successivo al capitalismo; ciò infatti implicherebbe la fine dello stesso. Invece, quando diciamo postprandiale ci riferiamo al momento immediatamente successivo al pranzo.

Accanto alla funzione di legittimazione, una narrazione può avere anche la funzione opposta: quella di delegittimare uno stato di cose. Attraverso l’uso di termini come postcapitalismo, postgenomica, postrock e così via, descriviamo quei fenomeni contemporanei che si fondano sul superamento delle regole del capitalismo, della genomica e del rock. Spesso, dunque, il prefisso precede parole che riflettono un pensiero o uno stato di cose tipicamente occidentale. Volendo delegittimarlo, poiché non lo riteniamo più aderente alla realtà, ne legittimiamo tuttavia uno ulteriore, così come Lyotard afferma: «siamo di fronte a un processo di delegittimazione mosso dall’esigenza di legittimazione».C It Ginnastica coal Da 85 Nero Club white Uomo black Reebok Scarpe 4wRHR Attraverso l’attività di delegittimazione e distruzione di categorie linguistiche, che riflettono in pieno il pensiero occidentale, poniamo le basi per la creazione di categorie linguistiche nuove o altre, diverse da quelle alle quali siamo abituati. Come suggerisce Wittgenstein, «il nostro linguaggio può essere considerato come una vecchia città: un dedalo di stradine e di piazze, di case vecchie e nuove, e di case con parti aggiunte in tempi diversi; e il tutto circondato da una rete di nuovi sobborghi con strade dritte e regolari, e case uniformi».[5]

Una civiltà, secondo Spengler, è l’inevitabile destino di una cultura: «Le civiltà sono una conclusione, la cosa-diventata che succede alla cosa in divenire, la morte che segue la vita, la rigidità che segue l’espansione, l’età intellettuale e quella della pietra, le città-mondo pietrificate che vengono dopo la madre-terra e l’infanzia spirituale del Dorico e del Gotico».[6]Shobdw Donna Shoes Yellow Sneaker 051 Women's Shobdw

Per secoli l’Europa ha fondato il proprio dominio sulla tecnica e la scienza, sullo sfruttamento degli altri continenti e popoli e sul commercio globale. La civiltà occidentale si è nutrita di questa cultura sino a sovrapporla alla propria identità. Oggi, la narrazione contemporanea, che abusa del prefisso post-, tenta di delegittimare l’identità della civiltà occidentale, pur utilizzando, ancora, categorie e buona parte del linguaggio di questa civiltà. Possiamo quindi dire che quella della posterità sia la narrazione della fine che si avvicina, oppure la fine è già intervenuta?

Ci sono alcuni segnali che ci portano a pensare che la civiltà occidentale, così come la conosciamo, sia in declino. Dopo la Grande Recessione si aspettava una rapida ripresa: così non è stato. Nel tentativo di sostenere la ripresa, la Federal Reserve ha tenuto i tassi d’interesse e il costo del denaro vicini lo zero. La Banca Centrale Europea, nel tentativo di far ripartire l’economia, ha fissato tassi d’interesse negativi. Per la prima volta, i depositi che le banche tengono presso la banca centrale non producono profitto, al contrario una perdita. Prima della crisi, nessuno avrebbe mai immaginato un simile scenario. Dal 2008 a oggi, il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo è cresciuto significativamente, passando dal 41% al 74% negli Stati Uniti e dal 47% al 70% in Europa; il debito è cresciuto più velocemente del PIL. I tassi d’interesse dei bond decennali, di paesi quali Stati Uniti e Germania, sono significativamente bassi. Ciò significa che il mercato non si aspetta che queste condizioni cambino presto. Alcuni analisti parlano di «stagnazione secolare»,[7] che sarebbe dovuta a uno squilibrio che si viene a creare, nelle società industriali, tra la propensione al risparmio (in aumento) e la propensione all’investimento (in diminuzione). Quella del risparmiatore è di per sé una posizione conservativa, caratterizzata da insicurezza per il presente, incertezza per il futuro e volontà di sopravvivenza. Quella dell’investitore è simmetricamente opposta, poiché crede che il futuro possa essere migliore del presente e accetta il rischio di poter fallire. Nei paesi membri dell’OCSE, il cosiddetto mondo occidentale, alcuni dati del mercato del lavoro confermano questa tendenza. La disoccupazione giovanile registra in media un aumento in tutti i paesi considerati, con picchi che superano il 40%, come in Italia, Spagna e Grecia. Negli ultimi dieci anni, in tali paesi l’età pensionabile è aumentata.

In Europa, il fallimento del progetto politico di unione è sotto gli occhi di tutti.
Alcuni passaggi chiave: è il 1985, l’Unione Sovietica si avvia verso la dissoluzione, Michail Gorbačëv diventa Segretario generale del Comitato centrale del PCUS. È lui a dare il via a quella serie di eventi che porteranno alla riunificazione della Germania e all’evoluzione del progetto di unione in Europa. Perché si realizzasse la riunificazione tedesca, la Francia voleva delle garanzie sul futuro dell’integrazione europea, e chiedeva, in cambio del consenso alla riunificazione, di mettere in comune la più potente arma della Germania: il Marco. Il 3 ottobre 1990 avviene la riunificazione, il 14 e 15 dicembre dello stesso anno il Consiglio Europeo di Roma dà avvio alle due conferenze intergovernative sull’Unione economica e monetaria e sull’Unione politica. L’aver portato a termine l’unione monetaria prima ancora di quella politica, sulla base di accordi intergovernativi tra stati nazionali, ha di fatto frustrato una possibilità di unione fondata su un effettivo sistema di valori comune. O meglio, si è ritenuto che il libero mercato e una moneta unica fossero i valori comuni e fondanti dell’Europa. Oggi, l’Unione Europea è percepita come il disegno politico di un’élite che ha fondato la propria esistenza sui princìpi del neoliberismo. Tale fallimento si può riassumere nella mancata ratifica del Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa.

Infine, il fenomeno migratorio, che sta sconvolgendo l’identità dell’Occidente, segna il superamento della narrazione moderna fondata sugli stati nazionali. Nella relazione delle Nazioni Unite, Trends in International Migrant Stock: The 2015 Revision, un dato salta subito all’occhio: il numero dei migranti internazionali è cresciuto più velocemente della popolazione mondiale. La quota di migranti è passata dal 2,8% nel 2000 al 3,3% nel 2015. Le ultime rilevazioni del tasso netto di immigrazione, che si possono consultare sul sito della Banca Mondiale,[8] ci dicono qualcosa sulla direzione di questi movimenti. Il tasso netto di immigrazione rileva, infatti, quanti emigrati e immigrati si registrano per paese, fornendo così un saldo. Si tratta di un movimento unidirezionale: parte dai paesi a basso e medio reddito si dirige verso i paesi a reddito più alto. Senza nemmeno tener conto dei profughi che abbandonano la propria nazione a causa di eventi bellici, la maggior parte dei migranti sono diretti verso i paesi dell’OCSE. Ma più che comprendere le cause del fenomeno migratorio, rintracciabili nelle politiche messe in campo dagli stati occidentali, è utile guardare ai suoi effetti. Uno su tutti: negli stati che fanno parte del G7 è in atto una tendenza, con alcune differenze legate alla specificità del singolo paese, all’aumento del tasso di occupazione di soggetti nati al di fuori del paese considerato, rispetto a quelli nati all’interno dei confini nazionali.[9]

È difficile narrare eventi e fatti che accadono nella contemporaneità utilizzando categorie linguistiche e storiche del passato. Per esprimere concetti nuovi occorrono parole nuove: «lo statuto delle discontinuità non è facile da stabilire per la storia in generale. Meno ancora, indubbiamente, per la storia del pensiero. Si vuole tracciare una divisione? Ogni limite è forse solo un taglio arbitrario dentro un insieme continuamente mobile. Si vuole ritagliare un periodo? Ma abbiamo il diritto di fissare, in due punti del tempo, delle rotture simmetriche, al fine di far apparire tra esse un sistema continuo e unitario?».[10] Tale bisogno di ordinare e categorizzare si scontra con il fatto che il tempo scorre a prescindere dalle categorie stesse.

Gli eventi e i fatti di oggi rientrano all’interno della categoria della storia contemporanea? L’utilizzo di post– in funzione di delegittimazione del pensiero occidentale ci permette di affermare che esistono categorie linguistiche che indicano la fine della storia contemporanea? È possibile definire tale periodo storico di là da venire, o forse già iniziato, come posterità? È possibile farlo senza cadere nell’errore di considerare quella della posterità come una categoria linguistica universale aderente alle altre civiltà? È necessario comprendere che la categoria linguistica, post, e il periodo storico, posterità, si riferiscono alla sola civiltà occidentale, quella che fa propria la periodizzazione tripartita in antichità051 Women's Shoes Yellow Shobdw Shobdw Donna Sneaker, medioevo e modernità. Posto questo, bisogna chiedersi se la narrazione della posterità, che delegittima la storia, la cultura, la civiltà occidentale, rappresenti la narrazione della sua fine, oppure il tentativo di superarla gettando le basi per una sua possibile evoluzione.

 

AUTORE: Leonardo Ruvolo

 

BIBLIOGRAFIA

M. Foucault, Le parole e le coseDa Fitness 000 Uomo Seamso Bianco Adidas Scarpe r1 Nmd blatiz FwWtOC, Rizzoli, Milano 1967.

J. F. Lyotard, The postmodern condition: A report on knowledge, Vol. 10. University of Minnesota Press, 1984.

O. Spengler, The decline of the West, Oxford University Press, USA, 1991.

L. Wittgenstein, Ricerche filosofiche, Einaudi, Torino, 1967.

 

SITOGRAFIA

L. H. Summers, The Age of Secular Stagnation, «Foreign Affairs», March/April 2016.bianco Eagle White Ec 41194002 Adulti Organizer Per Creek strobe Valigie rqw4Ur0

The World Bank, Net Migration, official website.

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OECD, Migration. Native-born employment, official website.

 

NOTE

Pu Cn39 Rosa Da Viola Donna Comoda Bianco Casual Lvyuan Eu39 Us8 Primavera Piatto Uk6 Tacchi ggx Blushing poliuretano Pink qAwXH1p «What, then, is world-history? Certainly, an ordered presentation of the past, an inner postulate, the expression of a capacity for feeling form. But a feeling for form, however definite, is not the same as form itself. No doubt we feel world-history, experience it, and believe that it is to be read just as a map is read. But, even to-day, it is only forms of it that we know and not the form of it, which is the mirror-image of our own inner life», O. Spengler, The decline of the West, Oxford University Press, USA, 1991, p. 15.

[2] Ivi, p. 22

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[3] J. Ratzinger, Europa. I suoi fondamenti spirituali ieri, oggi e domani, Lectio magistralis presso la Biblioteca del Senato, 13 maggio 2004.

[4] J. F. Lyotard, The postmodern condition: A report on knowledge, Vol. 10. University of Minnesota Press, 1984, p. 72.

[5] L. Wittgenstein, Ricerche filosofiche, Einaudi, Torino, 1967, §18.

[6] O. Spengler, cit., p. 31.

[7] L. H. Summers, The Age of Secular Stagnation, «Foreign Affairs», March/April 2016.

[8] All Red Converse Chuck Terra Taylor Leather Hi High Mens Trainers Street Star PwfwqHtThe World Bank, Net Migration, website.

[9] Cf. Flat Walking Maglia Sport Piattaforma Correre Donne Comfort Moda Scarpa Fitness A Scarpe Tennis Ginnastica Calzino Traspirante Yudesun Nero Da C0gq7T5p e OECD, Migration. Native-born employment, official website.

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[10] M. Foucault, Le parole e le cose, Rizzoli, Milano 1967, p. 65.

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This long list, potentially endless, shows how it is customary to use the prefix post before words that fully represent the Western thought. From a lexical point of view the prefixes have no minimal unit of meaning, we will try to understand whether the contemporary use has defined an autonomous meaning of the word post.

From the second half of the 20th century, the prefix post has invaded the narratives of contemporary phenomena as a linguistic category. Strictly speaking, the history is a narrative of political, military and economic events, which legitimize a state of affairs, an order. How does a narrative of passed events justify a current state of things? First, defining the geographic region where the events occurred. It is no coincidence that in history class, after a few superficial steps on Assyrians and Babylonians, through the Phoenicians, we come immediately to the ancient Greece, the «cradle of the Western civilization». Second, choosing certain events that, thanks to a cause-effect relationship, lead to accept the actual state of things as the only possible. For example, if we want to talk about the current European order, we would not get through all the events occurred in Europe from 1945 up to now. The historical narrative will use only those events that, thanks to a strict causation, legitimize the current state of affairs: ECSC, Schengen Treaty, German reunification, dissolution of the Soviet Union, the Maastricht Treaty, Euro, the non ratification of the Treaty establishing a Constitution for Europe.

This introduction allows us to mistrust the so-called «Universal History», the periodization that divides the history of humankind in ancient, medieval and modern time. It is unthinkable to include in a single narrative all the events occurred to determine the contemporary state of things without legitimizing the history of a specific civilization. From Herder to Kant, through Hegel and Nietzsche, each of them looks at history as something different, but all refer to the Western civilization, in particular the continental European one. In this regard, Spengler in Decline of the West, says: «When Hegel declared so naively that he meant to ignore those peoples which did not fit into his scheme of history, he was only making an honest avowal of methodical premises that every historian finds necessary for his purpose». Also the word Europe is difficult to interpret. From a geographical point of view, Europe is a secondary concept: «Europe is not a continent defined only in terms of geography, but it is instead a cultural and historical concept». There is not a universal history, there are histories of different civilizations with non-overlapping cultures and traditions.

Thanks to this distinction we can trace the function of such a use, other than the temporal one. Beside the legitimation function, a narrative can also have the opposite one: to delegitimize a state of affairs. This seems the function of such a use of the prefix post. Through the use of the word postcapitalism, postgenomics, postrock and so on, we describe those contemporary phenomena based on the overcoming of capitalism, genomics and rock rules. Often, the prefix post precedes words that represent Western thought in all its maturity. In this attempt to delegitimize the state of things that we do not feel fitting the reality, we try to legitimize an additional one, another; as Jean-François Lyotard says: «we are facing a delegitimation process driven by the need of legitimation». By this activity of delegitimation and destruction of the linguistic categories, that represent the Western thought, we are laying the groundwork to create new or other linguistic categories, different from those we are accustomed. Wittgenstein says: «our language can be considered as an ancient city: a maze of streets and squares, of old and new houses, of houses with parts added in different periods; and this all surrounded by a network of new suburbs with straight and regular streets and uniform houses».

A civilization, according to Spengler, is the inevitable fate of a culture. «They are a conclusion, the thing-become succeeding the thing-becoming, death following life, rigidity following expansion, intellectual age and the stone-built, petrifying world-city following mother-earth and the spiritual childhood of Doric and Gothic». For centuries, Europe has based its domination on technology and science, on other continents and peoples exploitation and on global trade. Western civilization has relied on this culture imposing it to its own identity. Today, the contemporary narrative, which increasingly makes use of words formed by using the prefix post, tries to delegitimize the identity of Western civilization, even though it still uses categories and much of the language of this civilization. Can we say that the one of the posterity is the narrative of the end approaching or the end has already taken place?

There are some warns that lead us to think that Western civilization is declining. After the Great Recession, the expectation was a rapid recovery: so it was not. In an effort to support the recovery, the Federal Reserve kept interest rates, the cost of borrowing money, near zero. In order to restart the economy, the European Central Bank established negative interest rates. For the first time, the deposits that the European banks hold at the central bank do not produce profit, but a loss. Before the crisis no one would have imagined such a scenario. From 2008 until now, the ratio of government debt to gross domestic product has grown significantly from 41% to 74% in the United States and from 47% to 70% in Europe; the debt has grown faster than GDP. The interest rates of ten-years bonds, of countries such as United States and Germany, are significantly low. This means that the market does not expect that these conditions will change soon. Some analysts speak of secular stagnation. In industrial societies it has come to light an imbalance between propensity to save, on the rise, and the propensity to invest, in decline. The saver takes a conservative position, characterized by insecurity of the present, uncertainty of the future and will to survive. The investor assumes an entirely opposite position. He believes that the future can be better than the present and he accepts the risk of failure. In the OECD countries, the so-called Western world, some data on the labour market confirm this trend. Youth unemployment has risen, on average, in all the countries, with peaks that exceed 40% in Italy, Spain and Greece. Over the past decade, the average age of retirement grew. Together these data do not bode well about the future development of this civilization.

In Europe the failure of the political project of union is there for all to see. Some key steps. It’s 1985, the Soviet Union is moving towards the dissolution. Mikhail Gorbachev became general secretary of the Central Committee of the CPSU. He pulls the trigger on the series of events that led to the reunification of Germany and to the evolution of the European Union project. In exchange for the German reunification, France wanted guarantees on European integration process and asked to pool the German most powerful weapon: the Mark. On 3 October 1990, German reunification occurred, on 14 and 15 December of the same year the Rome European Council opened the two intergovernmental conferences on Economic and Monetary Union and Political Union. Having realized the monetary union before the political one, on the basis of intergovernmental agreements between national states, has frustrated the chance to come together on the grounds of truly shared values. Or rather, it was considered that free market and common currency were the common and founding values of Europe. Today the European Union is perceived as the political design of an élite, which bases its existence on neoliberal principles. This failure can be summarized in the non-ratification of the Treaty establishing a Constitution for Europe.

The migration phenomenon is subverting the composition of the Western nations, on which the narrative of modern history is based. In the report of the United Nations, «Trends in International Migrant Stock: The 2015 Revision» a data comes immediately evident: the number of international migrants has grown faster than the world population. The share of migrants on world’s population rose from 2.8% in 2000 to 3.3% in 2015. The latest surveys of the net immigration rate, that can be found on the World Bank website, tell us something about the direction of these movements. The net migration rate measures, in fact, how many emigrants and how many immigrants are registered by country providing a balance. It is a one-way movement: it starts by low and middle income countries and heads to high-income countries. Without taking into account the refugees who leave their homeland because of war, most migrants are headed to OECD countries. In this article it’s not important to understand migration causes. In fact, although many are to be traced in the policies put in place by national western states, it is more useful focusing on the effects that migration entails. One above all: G7 states members are facing an increase of the foreign-born employment rate compared to the native-born one, with some differences related to the specificity of each country.

It is difficult to narrate events and facts that happen in the contemporary world, using past historical linguistic categories. We need new words for new things. «The statute of discontinuity is not easy to establish for history in general. Undoubtedly, even less for the history of thought. Do we want to draw a division? Each limit is maybe just an arbitrary cut in a continuously moving whole thing. Do we want to crop a period? But, do we have the right to set, in two points of time, symmetrical breakages, in order to make appear between them a continuous and homogeneous system?». This need for order and categories clashes with the fact that time flows regardless. In fact, the categories Antiquity, Middle Age and Modernity have been lengthened and shortened according to the needs of each single author. With time, a great confusion has been created and the boundaries between these periods are faded.

The events and the facts that are occurring today still fall within the category of the contemporary history? The use of the prefix post in delegitimizing function of Western thought allows us to state that there are linguistic categories indicating the end of contemporary history? Can we define this historical period to come, or perhaps already begun, as posterity? Can we do this without falling into the error of considering posterity a universal language category, which belongs to other civilizations in the world? We need to understand that the category post and the historical period, that we could define as posterity, refer only to Western civilization, the one adopting the periodization that divides the history of humankind in ancient, medieval and modern time. Once you accept this, you have to wonder if the narrative of the posterity delegitimizing history, culture, and Western civilization represents the relentless narrative of the end of the same or the attempt to overcome it laying the groundwork for its possible evolution.

 

AUTHOR: Leonardo Ruvolo

 

BIBLIOGRAPHY

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M. Foucault, Le parole e le cose, Rizzoli, Milano 1967.

J. F. Lyotard, The postmodern condition: A report on knowledge, Vol. 10. University of Minnesota Press, 1984.

O. Spengler, The decline of the West, Oxford University Press, USA, 1991.

L. Wittgenstein, Ricerche filosofiche, Einaudi, Torino, 1967.

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SITOGRAPHY

L. H. Summers, The Age of Secular Stagnation, «Foreign Affairs», March/April 2016.

The World Bank, Net Migration, official website.

OECD, Migration. Foreign-born employment, official website.

OECD, Migration. Native-born employment, official website.

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